Le origini della città di Genova sono antichissime e ancora oscure.
Di certo si sa che fu fondata dai Liguri, popolazione costituita da famiglie isolate che si riunivano soltanto per difendersi dagli attacchi nemici. Il suo nome pare derivi dalla parola celtica "genua", adito o entrata, in quanto sbocco sul mare e via d'accesso verso l'alta Italia e l'Europa centrale. La storia della città ha avuto inizio nel 205 a. C., anno in cui il cartaginese Magone, fratello di Annibale, la invase dal mare e la saccheggiò, distruggendola, a causa della sua amicizia con Roma. Due anni dopo furono proprio i Romani del pretore Spurio Lucrezio a portare a Genova 8000 lavoratori allo scopo di riedificare la città, ingrandirne il porto e dotarla di una cinta muraria di protezione
Il Comune di Genova si è formato dopo il 1000, traendo origine dall'unione delle diverse associazioni allora operanti in campo mercantile e militare, chiamate «Compagne». All'inizio del XI secolo Pisa e Genova iniziarono la lotta per la cacciata dei Saraceni dalle isole e dai caposaldi del Litorale. Queste prime lotte costituiscono praticamente l'inizio della partecipazione di queste potenze marinare alle Crociate
Nella prima Crociata i Genovesi si distinsero per aver inviato numerosissime navi, per avere largamente finanziato la spedizione e per aver ottenuto grandi vittorie. Con successive conquiste Genova estese presto il suo potere sull'intera Liguria, sulla Sardegna e sulla Corsica; sarà nel XIV secolo che raggiungerà il suo massimo splendore con un dominio che andrà dal Mediterraneo al Mar Nero e che praticamente controllerà tutte le principali correnti di traffico marinaro.
Naturalmente queste espansioni arrecavano danno alle altre città marinare: di qui la tremenda guerra fra Genova e Pisa che finì con la vittoria dei Genovesi e la guerra con Venezia dove tra gli altri venne fatto prigioniero anche Marco Polo che per 4anni languì nelle carceri liguri. Qui egli dettò a un suo compagno di prigionia, Rustichello da Pisa, le memorie di viaggio, intitolate più tardi Il Milione.
Il quattrocento è stato per Genova un secolo di ferocia, assassinii e stragi. Fame e peste ricomparvero e desolarono la Liguria.
In questo secolo cominciarono anche le dominazioni straniere in quanto non era possibile trovare un accordo interno. Genova venne quindi successivamente dominata da Carlo VI, Re dei Francesi (1396), dal Marchese del Monferrato (1409), da Filippo Maria Visconti, da Carlo VII di Francia (1458), da Francesco Sforza, Duca di Milano (1466), da Ludovico il Moro (1468) e quindi da Luigi XII di Francia (1499).
Mentre Genova era in preda alla lotta intestina, un suo grande figlio Cristoforo Colombo, nel 1492 scopriva l'America, finanziato e protetto dai Reali spagnoli, dopo essere stato negletto dai suoi concittadini.
All'inizio del 1500 per la prima volta vi fu una sommossa del popolo (il terzo stato) per cui venne creato un Doge popolare che fu Paolo da Novi: uomo di carattere non comune lottò a fondo contro Luigi XII e per tale motivo finì sul patibolo.
In questo periodo appare la figura di Andrea Doria, forse l'uomo più discusso della storia genovese. Nel 1528 Andrea Doria, detto "il Principe", stanco di servire la Francia, che aveva allora la sovranità su Genova, si appoggiò all'imperatore Carlo V, allestì una flotta di dodici galee e conquistò la sua città. Da quel momento iniziò un periodo di grande splendore e ricchezza per "la superba".
All'inizio del seicento però Genova era in piena decadenza sia perché i Turchi le avevano tolto i possedimenti in Oriente, sia perché la scoperta dell'America aveva dirottato le correnti commerciali europee
L'ultima illusione della Repubblica fu nella Rivoluzione Francese. Sperando nell'indipendenza, Genova si alleò con Napoleone; ciò purtroppo portò alla Repubblica gravi danni in quanto subì il blocco anglo-austriaco per cui si ebbe una grande carestia che durò dal 10 febbraio al 4 giugno 1800. Con la proclamazione di Napoleone a Re d'Italia (26 maggio 1805), la Liguria divenne praticamente una provincia francese. Il 30 giugno 1805 Napoleone entrava in Genova e riceveva l'omaggio dei nuovi sudditi nel palazzo di Ambrogio Doria, ora Palazzo De Ferrari sito nella piazza omonima.
Tutte le speranze di libertà dei Genovesi crollarono con la caduta di Napoleone; infatti col Trattato di Vienna del 1814 la Liguria fu annessa al Piemonte. La notte del 5 maggio 1860 Garibaldi fece partire la spedizione dei Mille dallo scoglio di Quarto, iniziando così l'impresa che avrebbe portato all' unità d' Italia.
La storia successiva della città è strettamente legata a quella d'Italia, con lo scoppio della prima guerra mondiale, l'avvento del fascismo - con la realizzazione della Grande Genova (1926) – e con il secondo conflitto mondiale del quale la città porta ancora tracce indelebili. Nel '900 Genova perde un po' del suo carattere prettamente mercantile e, in particolare nel secondo dopoguerra, si rivolge, non senza reticenze, all'industria. Sorgono ferriere, acciaierie, industrie di base e zuccherifici, mentre riprende vigore l'importante settore della cantieristica navale.